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Disturbi d’Ansia

Disturbi d'Ansia

L’ansia è una sensazione di nervosismo, preoccupazione o agitazione che fa parte della esperienza umana normale di ciascun individuo.
Naturalmente è un sentimento che si manifesta in un’ampia gamma di condizioni emotive problematiche tra le quali si possono elencare le fobie, i disturbi da attacchi di panico, il disturbo d’ansia generalizzato e altri ancora.
Nonostante questi disturbi siano differenti gli uni dagli altri in ognuno di loro sono rappresentate disfunzioni e disagio psicologico specificamente correlati ad ansia e paura.
Come appena detto, l’ansia è una reazione normale a fronte di una minaccia o all’esperienza di un periodo di stress. L’ansia normale ha una importante funzione protettiva e ha le sue origini nella emozione della paura.
A fronte di una situazione di pericolo, l’ansia predispone l’organismo a reagire con una risposta di attacco o di fuga.
Quando questa reazione si attiva, vengono esperiti una vasta gamma di cambiamenti fisici tra i quali rileviamo un aumento della pressione arteriosa, un aumento del ritmo respiratorio e del battito cardiaco che hanno lo scopo Di produrre un accresciuto afflusso di sangue verso i muscoli e il cuore. In questo modo viene fornita al corpo l’energia e la forza necessari per affrontare la situazione pericolosa ad esempio spingendo la persona a combattere o a fuggire dal pericolo. L’ansia normale può essere d’aiuto in situazioni stressanti ordinarie come ad esempio studiare per un esame universitario, spingendoci a prepararci e fare esercizi finché non siamo pronti ad affrontarlo.
Quand’è che dunque l’ansia è considerata un “disordine”?
Potremo rispondere a questa domanda affermando che l’ansia si trasformi da reazione normale e anzi utile di fronte a una situazione stressante o pericolosa a disordine, nel momento in cui si manifesti in situazioni inappropriate, o quando accada frequentemente o con un’intensità eccessiva portando la persona ad agire in modo non adattativo, ad esempio ad evitare situazioni oggettivamente non pericolose.
Il manuale diagnostico dell’OMS, in cui sono classificati i disturbi mentali conosciuti (DSM-5 TR) elenca i seguenti disturbi d’ansia classificandoli in relazione alla loro età d’insorgenza:

  • Disturbo d’ansia da separazione;
  • Il mutismo selettivo;
  • Le fobie specifiche (animali, ambienti naturali, sangue/ iniezioni, situazionali);
  • Il disturbo d’ansia sociale (fobia sociale);
  • Il disturbo da attacchi di panico con/senza agorafobia;
  • Il disturbo d’ansia generalizzato
  • I disturbi d’ansia legati a condizioni mediche e/o legati all’uso di sostanze.

L’ansia patologica si manifesta in maniera significativa anche in altri tipi di problemi psicologici come il disturbo da stress acuto e il disturbo da stress post-traumatico ma poiché tali disturbi sono considerati come aventi origine da eventi traumatici vengono classificati separatamente nel DSM-5-TR.
Possiamo aggiungere che i disturbi d’ansia spesso si presentano insieme ad altre condizioni mediche e psichiatriche come i disturbi depressivi, l’abuso dí sostanze, i disturbi delle relazioni e della personalità oltre che in malattie come l’asma, le artriti e nelle patologie cardiovascolari.
Poiché i disturbi d’ansia si manifestano spesso prima che sopraggiungano altri problemi di salute mentale, un intervento precoce ed efficace può prevenire o mitigare il loro sviluppo.

Disturbi Ansia Terni

Sintomi e segni dei disturbi d’ansia

I sintomi dei disturbi d’ansia si differenziano da quelli normali non tanto in termini qualitativi quanto piuttosto in termini quantitativi. Come sopra riportato di solito durano più a lungo (> sei mesi), sono eccessivi, debilitanti e estremamente disagevoli.
Tra i più diffusi sintomi fisici che le persone che soffrono di questi problemi possono sperimentare ci sono:

  • Sintomi gastrointestinali ( nausea, vomito, diarrea)
  • Sintomi respiratori ( respiro corto, sensazioni di soffocamento)
  • Sintomi autonomici (capogiri, sensazione di svenimento, sudorazione, brividi, vampate di calore)
  • Sintomi cardiovascolari ( palpitazioni, aumento della frequenza del ritmo cardiaco)
  • Sintomi muscolo-scheletrici ( tensione muscolare, senso di oppressione al petto).

Come si diagnostica un disturbo d’ansia

In generale, in base al DSM-5-TR è possibile ipotizzare la presenza di un disturbo d’ansia se la persona che ne soffre riporta un disagio molto intenso, invalidante, ossia che interferisce con il normale funzionamento nella vita quotidiana, se l’ansia non scompare entro pochi giorni e se non ci sono altre possibili cause che ne spieghino l’insorgenza.
Come sopra riportato, è importante saper distinguere i sintomi ansiosi da quelli che possono manifestarsi in conseguenza di un qualche tipo di malattia fisica, come l’ipertiroidismo ad esempio o in seguito all’uso di sostanze d’abuso.
Quindi, prima di poter parlare di un disturbo psicologico è bene che ci si accerti e si possa escludere categoricamente l’assenza di qualsiasi tipo di patologia organica.
Se questo è possibile, allora si possono distinguere i disturbi d’ansia domandando al paziente:

  • In quali situazioni tendi abitualmente ad avere i sintomi d’ansia?
  • Quali pensieri ti attraversano la mente mentre stai sperimentando questi sintomi?
  • Ci sono delle situazioni, degli eventi o degli oggetti che hai cominciato ad evitare da quando hai iniziato ad avere questi sintomi?

La psicoterapia dei disturbi d’ansia

La ricerca dimostra che la terapia cognitivo-comportamentale è il trattamento d’elezione per i disturbi d’ansia.
I sintomi dell’ansia che abbiamo descritto precedentemente sono accompagnati da pensieri ed immagini mentali su noi stessi e sul mondo che ci circonda caratterizzati da ‘catastrofizzazioni’ e da altri errori cognitivi, come ad esempio la tendenza a sopravvalutare la probabilità e/o la negatività di eventi futuri.
Quando questi pensieri si impadroniscono della nostra mente, ci convincono che oltre al verificarsi di ciò che temiamo in maniera certa e nel modo più orribile che esiste, non abbiamo nessuna risorsa personale che possa aiutarci a far fronte al pericolo immaginato né ci sarà qualcuno che potrà aiutarci in qualche modo. In altre parole siamo inclini a credere fermamente, quello che temiamo possa verificarsi accadrà veramente e che non potremo farci niente.
L’assunto generale dal quale parte l’approccio CBT al trattamento dei disturbi d’ansia è che quando ci troviamo in queste condizioni emotive i nostri pensieri diventano irrealistici e disfunzionali anche se a noi appaiono veri e inconfutabili.
La CBT ( terapia cognitivo-comportamentale ) ha tra i suoi obiettivi principali quello di aiutare il paziente a valutare criticamente i propri pensieri conducendolo a riformularli in una prospettiva più realistica e funzionale. Ciò può essere fatto attraverso le cosiddette strategie di “ristrutturazione cognitiva” che consistono nell’insegnare al paziente delle abilità di valutazione oggettiva dei propri pensieri e di pensiero critico che gli consentiranno di guardare ai propri pensieri come semplici pensieri e non come il riflesso diretto della realtà. Oltre a queste puramente cognitive, verranno utilizzate anche delle tecniche comportamentali. Tra le varie a nostra disposizione, una delle più efficaci ed importa è rappresentata dai cosiddetti “esperimenti comportamentali” che sono appunto modalità concrete attraverso le quali le persone potranno verificare in base all’esperienza diretta e alla raccolta dei dati concreti affrontando direttamente le situazioni temute, se le proprie ipotesi/aspettative relative alle catastrofi immaginate vengono confermate oppure no.