Cosa sono i disturbi post-traumatici / stress correlati?
Sono una serie disturbi che implicano una vasta gamma di condizioni fisiche e psicologiche che si verificano in seguito all’esposizione prolungata a situazioni stressanti di vario tipo, altresì dette stressors e a traumi in senso proprio. Molti problemi psicologici sono associati a traumi e stress. Ciò che determina lo sviluppo di un disturbo trauma e stress-correlato è collegato a diversi fattori: i tipi di traumi specifici che hanno dato luogo al problema, i sintomi specifici che lo caratterizzano e la durata dei sintomi stessi.
Tipi di trauma e di disturbi stress-correlati
Disturbo post-traumatico da stress
Il DPTS ossia disturbo post-traumatico da stress è il disturbo forse più noto e conosciuto nell’ambito della categoria di disturbi stress correlati.
Viene diagnosticato nel 10/15% della popolazione che ha subìto l’esposizione a situazioni traumatiche e si manifesta con una varietà di sintomi (di cui parleremo più avanti) e una durata di oltre un mese. Se i sintomi si presentano con una durata inferiore al mese si parla di Disturbo acuto da stress (ASD).
I criteri del DSM-5 per il DPTS
Per poter emettere una diagnosi la persona deve avere più di sei anni di età.
- L’individuo è stato esposto ad una situazione in cui c’è stata una seria minaccia alla propria vita, oppure ha subito un grave infortunio o ancora un abuso sessuale.
- In seguito a ciò, la persona ha cominciato a sperimentare sintomi “ intrusivi” ossia ricorrenti frammenti dolorosi dell’evento sperimentato o incubi, memorie che spesso danno la sensazione di rivivere nel presente l’evento subìto ( flashback), un fortissimo disagio emotivo e/o una intensa reattività fisiologica se posto di fronte a stimoli che ricordano l’evento stesso.
- Evitamento costante di stimoli collegati all’evento traumatico e che può riguardare il tentativo di evitare ricordi, pensieri o emozioni oppure i luoghi o le situazioni che in qualche modo siano legate all’evento verificatosi.
- Gli eventi subiti hanno un forte impatto sull’umore e sul pensiero della persona.
- Si assiste ad un aumento di comportamenti impulsivi come scoppi d’ira, disturbi del sonno, iper vigilanza ansiosa, comportamenti incauti e/o auto distruttivi.
- I sintomi hanno una durata di un mese.
- I sintomi non sono associati ad un altro disturbo o non sono la conseguenza dell’assunzione di farmaci e/o sostanze di abuso.

Il disturbo acuto da stress
Il disturbo acuto da stress ASD ha gli stessi criteri del DPTS tranne per il fatto che ha una durata minore di un mese e alcune altre differenze di minore importanza come ad esempio le cosiddette reazioni dissociative. Poiché si tratta di una risposta acuta a un evento traumatico, la durata dei sintomi si verifica in un arco di tempo che va da 3 giorni a 1 mese successivamente all’esposizione al trauma. Come dicevamo sopra, se i sintomi persistono per più di un mese si effettua la diagnosi di PTSD.
Per quanto riguarda le reazioni dissociative presenti nel ASD l’individuo deve soddisfare il criterio della presenza di almeno tre di queste reazioni dissociative ovvero la derealizzazione (pensare che le persone e le cose che ti stanno intorno siano irreali), la depersonalizzazione (la sensazione di essere separati da sé stessi e dalle proprie emozioni), il sentirsi intorpidito, l’avere una ridotta consapevolezza e il verificarsi di forme più o meno prolungate di amnesia dell’evento stesso.
Il disturbo dell’adattamento
Tra i disturbi post traumatici e stress-correlati vi è anche il cosiddetto disturbo dell’adattamento.
Il DSM-5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi mentali) definisce il disturbo dell’adattamento come una risposta emotiva e/o comportamentale maladattiva a uno o più eventi psicosociali stressanti identificabili (APA, 2013).
L’evento stressante può essere un evento singolo (per esempio, la fine di una relazione sentimentale) o possono esservi eventi stressanti multipli (per esempio, difficoltà economiche e problemi coniugali).
Gli episodi possono essere ricorrenti (associati a crisi economiche stagionali, relazioni sessuali insoddisfacenti) oppure continui (ad esempio una malattia fisica persistente).
A differenza del DPTS dove gli eventi stressanti e/o traumatici sono di natura più intensa gli eventi stressanti collegati al Disturbo dell’adattamento (divorzio, malattia o disabilità, problemi finanziari, conflitti con i colleghi, trasferimento) di solito, non rappresentano una minaccia improvvisa e inaspettata per la vita umana.
La differenza con il disturbo post-traumatico da stress sta nella diminuita percezione dell’intensità della situazione stressante con la conseguenza che anche le risposte alla situazione stressante sono in un certo senso relativamente più attenuate.
Il DSM-5 include sei tipologie di sintomi associati al Disturbo dell’adattamento (APA, 2013):
- con umore depresso, in cui predomina l’umore basso, la facilità al pianto o la disperazione;
- con ansia, in cui predomina il nervosismo, l’inquietudine, l’agitazione o l’ansia di separazione;
- con ansia e umore depresso misti, in cui vi è una combinazione di depressione e ansia;
- con alterazione della condotta relativo agli adolescenti che di fronte a eventi stressanti manifestano risposte comportamentali aggressive e violazione di regole sociali;
- con alterazione mista dell’emotività e della condotta, in cui vi è una combinazione di sintomatologia emotiva (depressione, ansia) e alterazione comportamentale;
- non specificati, per le reazioni disadattive che non rientrano nei sottotipi precedenti.
Per poter fare la diagnosi, i sintomi emotivi o comportamentali devono comparire entro 3 mesi dall’esposizione a un fattore di stress
Oltre a ciò, i sintomi devono essere clinicamente significativi come mostrato da uno o più dei seguenti:
- disagio intenso e sproporzionato relativamente alla gravità dell’evento stressante sperimentato;
- significativa compromissione di aree di vita lavorativa, personale e/o altre aree importanti di funzionamento.
Il termine disturbo da adattamento è stato spesso utilizzato in ambito psicopatologico per indicare un quadro clinico non specifico e relativamente lieve. Di conseguenza, il DSM-5-TR ha incluso il disturbo da adattamento nel capitolo sul trauma per evidenziare il fatto che i sintomi devono essere in risposta a un fattore di stress. Tuttavia, il quadro clinico è spesso eterogeneo come sopra indicato dalla molteplicità dei sintomi sperimentati, anche se la diagnosi viene fatta comunemente sia in ambito ospedaliero che ambulatoriale. Proprio l’ eterogeneità con cui il disturbo si manifesta può sfortunatamente complicare l’intervento psicoterapeutico.
Disturbi dell’attaccamento
Nel DSM-5 si parla di disturbi dell’attaccamento per indicare dei disturbi che impattano significativamente alcuni individui, in particolare bambini, modellando le loro risposte emotive e i loro comportamenti.
Nel manuale vengono menzionati due tipi di disturbi e precisamente il Disturbo Reattivo dell’Attaccamento e il Disturbo da Impegno Sociale Disinibito.
Entrambi hanno origini da esperienze precoci in cui i bisogni fondamentali del bambino di ricevere comfort, stimolazione adeguata e affetto non vengono soddisfatti in qualche modo.
In particolare, il Disturbo Reattivo dell’Attaccamento si caratterizza per la presenza di una modalità consistente di comportamento ritirato e/o inibito verso i propri caregiver adulti.
Questi bambini raramente ricercano o accettano il conforto ricevuto e manifestano una molteplicità di difficoltà emotive e sociali. Tra queste possiamo elencare una diminuita responsività emotiva nei confronti degli altri, una limitata manifestazione di affettività positiva ed episodi inaspettati di irritabilità o ancora manifestazioni di tristezza anche nel contesto di interazioni non intrinsecamente minacciose.
Le origini del disturbo possono essere fatte risalire alla persistente inadeguatezza delle cure ricevute e all’estrema trascuratezza vissuta.
Questa trascuratezza da parte delle figure di accudimento primario può anche non essere stata intenzionale ma può essere stata la conseguenza di un’incapacità funzionale di genitori che non hanno saputo gestire le necessità specifiche che i loro bambini manifestavano in particolare nei casi dei bambini neuro-atipici.
Questi bambini hanno vissuto esperienze negative come il cambio frequente di caregivers a causa di problemi familiari o sono stati ospitati in ambienti istituzionali ad esempio dove la possibilità di formare attaccamenti stabili è fortemente compromessa.
Ciò crea nei bambini una sensazione di insicurezza e diffidenza rendendo loro difficile formare attaccamenti sicuri e sani.
Il Disturbo da Impegno Sociale Disinibito si manifesta in modo completamente differente.
I bambini con questo problema, contrariamente a quelli appena descritti possono avvicinarsi e/o lasciarsi avvicinare senza esitazione da adulti pressoché sconosciuti e certamente non familiari.
Comportamenti tipici di questi bambini possono essere una marcata mancanza di reticenza nel familiarizzare con adulti sconosciuti, un atteggiamento fisico o verbale esageratamente vicino che non è appropriato né per età né culturalmente è una totale assenza di controllo sugli adulti anche in contesti non familiari.
Anche nel caso di questi bambini l’origine del problema si riscontra nell’assenza pressoché totale di attacccamenti sicuri che derivano da modalità di accudimento scadenti e/ o inesistenti.
Ciò può essere stato la conseguenza dell’aver vissuto anche in questo caso caso in ambienti istituzionali o in famiglie molto numerose.
Per quanto riguarda il trattamento dei disturbi di cui si è parlato, la terapia cognitivo-comportamentale (TCC) si è dimostrata un trattamento molto efficace.
Secondo un articolo recente, dopo aver valutato circa 84 studi in materia si è visto che circa il 64 % dei pazienti che ricevevano il trattamento evidenziava una significativa riduzione dei sintomi.
Bibliografia
1. Davis AA, Zachry CE, Berkeab DS. Physical interventions for the treatment of trauma and stressor-related disorders: A comprehensive systematic review. Mental Health and Physical Activity. 2021;20. doi:10.1016/j.mhpa.2021.100401.
